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Il Natale negli scritti d’autore: racconti e poesie

Natale

Il Natale nella letteratura

Il Natale è stato e rimane una grande fonte d’ispirazione per poeti, scrittori, artisti. Sono tantissimi gli autori che hanno dedicato pagine e parole a questa festività, esaltandone la magia o denunciandone, d’altro canto, gli aspetti più materialistici. Ognuno con la propria impronta intellettuale ha aperto, dunque, uno scorcio di conoscenza su tradizioni, vissuti, emozioni legati a questo particolare momento dell’anno. Poesie, filastrocche, racconti sono mezzi di conoscenza e di coscienza, veicolano messaggi, puntano a un obiettivo, sia esso lo svago, una riflessione ponderata, una presa di coscienza, un moto critico.

Qualche spunto letterario

Per andare nel concreto, ecco una breve lista d’ispirazione letteraria sul tema “Natale” (sunto meramente esemplificativo):

  • Racconto di Natale, di D. Buzzati (1968)
  • I figli di Babbo Natale, novella di I. Calvino (1963)
  • I re Magi, poesia di G. D’Annunzio (1912)
  • Natale in casa Cupiello, celeberrima commedia di E. De Filippo (1931)
  • Lettera a mio figlio, tratta da Diario minimo, di U. Eco (1964)
  • Il Natale, di A. Manzoni (1815)
  • Caffè a Rapallo, lirica tratta da Ossi di seppia, di E. Montale (1925)
  • Una stella sulla strada di Betlemme, di B. Pasternak
  • Natale a Regalpetra, di L. Sciascia (1956)
  • Lettera da Babbo Natale, di M. Twain (1878)

I racconti sul Natale: un esempio

Diamo qui un assaggio di uno scritto menzionato: “Natale a Regalpetra” di Sciascia. L’autore ha composto diversi racconti frutto della sua esperienza come insegnante nelle scuole della sua città. Questo, in particolare, si incentra – appunto –  sul tema natalizio.

“- Il vento porta via le orecchie – dice il bidello.

Dalle vetrate vedo gli alberi piegati come nello slancio di una corsa.

I ragazzi battono i piedi, si soffiano sulle mani cariche di geloni.

L’aula ha quattro grandi vetrate: damascate di gelo, tintinnano per il vento come le sonagliere di un mulo.

Come al solito, in una paginetta di diario, i ragazzi mi raccontano come hanno passato il giorno di Natale:

tutti hanno giuocato a carte, a scopa, sette e mezzo e ti-vitti (ti ho visto: un gioco che non consente la minima distrazione); sono andati alla messa di mezzanotte, hanno mangiato il cappone e sono andati al cinematografo.

Qualcuno afferma di aver studiato dall’alba, dopo la messa, fino a mezzogiorno; ma è menzogna evidente.

In complesso tutti hanno fatto le stesse cose; ma qualcuno le racconta con aria di antica cronaca: “La notte di Natale l’ho passata alle carte, poi andai alla Matrice che era piena di gente e tutta luminaria, e alle ore sei fu la nascita di Gesù”.

Alcuni hanno scritto, senza consapevole amarezza, amarissime cose:

“Nel giorno di Natale ho giocato alle carte e ho vinto quattrocento lire e con questo denaro prima di tutto compravo i quaderni e la penna e con quelli che restano sono andato al cinema e ho pagato il biglietto a mio padre per non spendere i suoi denari e lui lì dentro mi ha comprato sei caramelle e gazosa”.

Il ragazzo si è sentito felice, ha fatto da amico a suo padre Pagandogli il biglietto del cinema…

Ha fatto un buon Natale. Ma il suo Natale io l’avrei voluto diverso, più spensierato.

“La mattina del Santo Natale – scrive un altro – mia madre mi ha fatto trovare l’acqua calda per lavarmi tutto”.

La giornata di festa non gli ha portato nient’altro di così bello. Dopo che si è lavato e asciugato e vestito, è uscito con suo padre “per fare la spesa”. Poi ha mangiato il riso col brodo e il cappone.

“E così ho passato il Santo Natale”.

Lasciamoci ispirare

Come detto, la letteratura ha dato innumerevoli contributi al tema del Natale, da punti di vista differenti, frutto di visioni e pensieri vasti e vari. Volerne dare un quadro esaustivo qui è infattibile. L’intento è, piuttosto, quello di stimolare alla lettura, alla conoscenza, all’approfondimento, ciascuno secondo le proprie inclinazioni e preferenze.

Che sia il famoso “A Christmas Carol” di C. Dickens o le poesie di A. Merini, S. Quasimodo, U. Saba o G. Rodari, leggiamo. Facciamoci questo regalo.

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