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Cosa significano le sigle L1, L2, LS? Scopriamolo insieme!

L1, L2, LS

Alla scoperta delle 3 sigle

Per noi “addetti ai lavori” sono sigle familiari e chiare, ma è probabile che non tutti abbiano ben chiaro cosa si intende con le ormai famose sigle L1/LM, L2 e LS.

Vediamo di spiegarlo molto semplicemente:

  • per L1 o LM (lingua madre) si intende la lingua appresa fin da bambini, la prima lingua, appunto;
  • la L2 è la seconda lingua, appresa nel Paese in cui viene correntemente parlata (quindi lo svedese in Svezia, il francese in Francia e così via);
  • la LS è una qualunque lingua straniera studiata nel Paese in cui, abitualmente, non si parla. È il caso dell’inglese studiato nelle scuole italiane, per intenderci.

Il peso specifico del “contesto”, in questo ambito, risulta quindi particolarmente importante. Studiare una L2 permette di interfacciarsi con la realtà in contesti pragmatici che esulano dall’aula e sono perennemente offerti da svariate circostanze quotidiane. L’ambiente veicola continuamente un’immersione linguistica da cui difficilmente ci si riesce a sottrarre (anche attività semplici come l’acquisto del pane o il pagamento di una bolletta, per esempio, richiedono, per quanto elementare, una minima “prova linguistica” ogni volta).

Lo studio di una LS, invece, risulta più circoscritto al contesto istituzionale dell’aula e meno circolare. Sarà il singolo a decidere se, quanto e quando approfondire, magari attraverso la visione di film/serie TV in lingua originale, webinar o viaggi all’estero.

Le 2 L2 in Alto Adige

Abbiamo detto che la L2 è la lingua parlata, e presumibilmente appresa, nel Paese in cui si vive. Non è inconsueto che ci siano realtà dove, a farla da padrone, sono 2 (o più) lingue, riconosciute ufficialmente e utilizzate negli ambiti amministrativi, nella toponomastica, nella segnaletica, a scuola e per la comunicazione.

È il caso del Canada, per esempio, dove convivono inglese e francese o del Nuovo Messico con il binomio “inglese/spagnolo”. Nel contesto europeo ci sono gli esempi della Croazia (croato e italiano) e di Malta (maltese e inglese). Per restare in Italia, l’esempio altoatesino vede convivere l’italiano con il tedesco e, in alcuni comuni, anche il ladino.

Il plurilinguismo è potenzialmente una grande risorsa, ma può facilmente generare sconforto laddove non si fosse autoctoni e/o non si fossero sviluppate competenze linguistiche in L2 adeguate abbastanza per “potersela almeno cavare” nelle più svariate situazioni. Un aspetto notevolmente più rilevante, appunto, laddove la lingua utilizzata comunemente non è solo una.

Studiare le lingue L2 e LS

Quello di studiare e/o approfondire la L2 è un progetto formativo che accomuna numerosi cittadini poiché, spesso, ne dipendono il percorso di studi, l’inserimento lavorativo e, più in generale, l’inclusione socio-culturale. Includere non significa “livellare”, bensì valorizzare le differenze, attribuendo ad esse dignità.

Partendo dal presupposto inossidabile del grande valore della L1, la Lingua Madre, e della sua tutela, è debito riconoscere l’importanza della conoscenza delle seconde lingue -L2- e, più ampiamente, delle LS. La formazione continua è una conquista, va oltre il senso del dovere poiché per imparare bisogna predisporsi all’accoglienza e all’apertura. È necessario muovere dalla consapevolezza che la conoscenza è alimento per anima e mente. Non conoscere una lingua fin da piccoli non equivale a non poterla più imparare da adulti e AZB Cooperform lo sa bene.

Che sia attraverso i  corsi di L2/LS , i soggiorni all’estero, gli hobby e quant’altro si possa pensare di fare, le strade che conducono a un obiettivo possono essere molteplici e spesso supplementari.

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